Il parco fotovoltaico italiano sta entrando nella sua "seconda vita". Nel 2024 almeno 18,5 GW di impianti hanno superato i 10 anni di esercizio, e oltre 4 GW si trovano in taglie superiori a 1 MW. La grande ondata del Conto Energia 2007-2014 — che ha lasciato in esercizio oltre il 50% della capacità nazionale installata — sta ora mostrando segnali misurabili di degrado: cali di resa del 20-30% sui moduli più datati, inverter prossimi a fine vita tecnica, crescente esposizione a eventi meteo estremi come grandinate e tempeste.
Il salto tecnologico disponibile oggi
Sul fronte tecnologico, il salto di efficienza disponibile oggi è enorme: i moduli TOPCon, HJT e bifacciali di ultima generazione raggiungono efficienze del 22-24%, contro il 14-16% dei pannelli installati tra 2005 e 2013. Gli interventi di revamping (sostituzione conservativa di componenti) e repowering (incremento di potenza) consentono incrementi di produzione misurati nell'ordine del 30-45%, senza nuovo consumo di suolo e con costi al kWp tipicamente compresi tra il 50% e il 60% rispetto a un greenfield equivalente.
Affrontare il revamping per i proprietari di grandi portafogli di impianti fotovoltaici è anche una strada per conseguire risultati certi in termini di disponibilità di energia. Le incertezze del mercato del greenfield e la congestione delle connessioni non consentono la stessa certezza dei tempi di completamento delle attività.
Sempre più frequente è la strategia di ibridazione, con integrazione di sistemi di accumulo di piccole e medie dimensioni che permettono al produttore di poter disporre di energia in contemporanea ai consumi o di poter adottare delle strategie di arbitraggio sull'MGP.
Le leve del DL Bollette 2026
Il DL Bollette 2026 (DL 21/2026) ha aggiunto una leva normativa di assoluto interesse per i titolari di impianti incentivati: lo "spalma-incentivi volontario" per chi è in Conto Energia (riduzione della tariffa in cambio di un'estensione della convenzione) e, per impianti sopra 20 kW, l'opzione di uscita anticipata con indennizzo al 90% del valore residuo del VAN, vincolata però a un obbligo di repowering con produttività raddoppiata entro il 2030 e a partecipazione a un'asta GSE.
È un meccanismo che apre scenari di ottimizzazione finanziaria importanti, soprattutto per portafogli industriali di taglia media e grande.
Il 2026 segna il passaggio definitivo dell'asset management fotovoltaico. Le tecnologie disponibili, il monitoraggio predittivo basato su algoritmi di machine learning, i contratti di PPA che diventano più sofisticati permettono di passare da una gestione passiva dell'asset, visto soltanto come strumento di ricavi costanti, ad una strategia attiva, dove le scelte contano e portano risultati. La gestione corretta delle pratiche GSE (portale SIAD, comunicazioni di varianti entro 60 giorni, mantenimento delle tariffe storiche) resta il punto critico: una sospensione degli incentivi cancella ogni beneficio dell'intervento.