Il 9 giugno 2026 il GSE ha pubblicato le graduatorie della procedura competitiva dell'Energy Release 2.0 (codice PC_ER_2026_01). La procedura individua i soggetti che assumono l'obbligo di costruire la nuova capacità rinnovabile a fronte dell'energia che il GSE anticipa, a prezzo calmierato, alle imprese a forte consumo di energia. Le richieste presentate sono state 683, di cui 600 in posizione utile, per 70.840.203 MWh di energia contrattualizzata.
Tre elementi degli esiti hanno conseguenze operative per chi sviluppa, possiede o finanzia impianti: la distribuzione dei volumi tra i canali di accesso, il valore delle offerte di aggiudicazione, e la dimensione dell'obbligo di costruzione che ora decorre.
Il meccanismo è disciplinato dal DM 268/2024, modificato dal DM 204/2025, in attuazione del DL 181/2023. Si articola in tre fasi.
Anticipazione. Per il triennio 2025-2027, in un'unica assegnazione, il GSE mette a disposizione delle imprese a forte consumo di energia (gli “energivori”, iscritti all'elenco CSEA) fino a 24 TWh all'anno di energia rinnovabile già nella propria disponibilità, a un prezzo fisso di 65 €/MWh. Non è una fornitura fisica: è un contratto per differenza, che regola lo scarto tra quel prezzo e il prezzo di mercato. Per l'energivoro è uno strumento di stabilizzazione del costo dell'energia per tre anni.
Obbligo di costruzione. In cambio, l'energivoro si impegna a far realizzare, direttamente o tramite un soggetto terzo, nuova capacità rinnovabile in grado di produrre, nell'arco dei vent'anni successivi, il doppio dell'energia ricevuta.
Per tradurre l'obbligo in potenza installata: ipotizzando impianti fotovoltaici con tecnologia a tracker bifacciale, l'impegno equivale a circa 6 MW di nuovo impianto ogni 100 GWh di energia anticipata. Sui circa 71 TWh dell'intera procedura, l'obbligo di costruzione complessivo è dell'ordine dei 4 GW. Si tratta di una stima basata sull'ipotesi di producibilità indicata, non di un dato GSE: il valore effettivo dipende dalla tecnologia e dalla collocazione degli impianti.
Restituzione. Entrati in esercizio gli impianti, decorre un secondo contratto per differenza, di durata ventennale, sempre a 65 €/MWh: l'energia anticipata viene restituita al GSE a quel prezzo. Su un impianto dimensionato sul minimo, circa metà della produzione è coperta da questo contratto a prezzo fisso, l'altra metà resta esposta al mercato.
La procedura competitiva. Introdotta dal DM 204/2025 su richiesta della Commissione europea, in sede di verifica della compatibilità della misura con la disciplina sugli aiuti di Stato, seleziona chi assume l'obbligo di costruire e determina il premio per il trasferimento di quell'obbligo da chi non costruisce a chi lo fa. Sono le sue graduatorie a essere state pubblicate il 9 giugno.
La distribuzione dei volumi: il 72% allocato prima dell'asta
Dei 70,84 TWh in posizione utile, circa il 72% (poco più di 51 TWh) fa capo a soggetti terzi che avevano già definito gli accordi con gli energivori prima dell'asta, tramite intese bilaterali. In graduatoria figurano senza offerta economica, nel cluster riservato alle quote già contrattualizzate. Per questi operatori la procedura ha confermato posizioni costruite in precedenza.
La quota effettivamente assegnata in gara è stata di 1,73 TWh (il 2,4% del totale): è l'obbligo che 21 energivori e aggregatori, con 31 richieste, hanno scelto di cedere anziché assumere, ed è stato assorbito interamente da un solo produttore terzo. Sul fronte dell'offerta, circa cinquanta produttori con progetti già pronti sono rimasti esclusi per esaurimento del contingente, per circa 6,76 TWh di energia offerta.
Il dato ha un significato operativo preciso: ha funzionato il meccanismo degli accordi bilaterali, sottoscritti prima della procedura, che ha evitato la fase di gara. Chi si è presentato senza un accordo già concluso ha trovato disponibile solo la quota residuale messa a gara. Le conclusioni sui prezzi di aggiudicazione tengono conto quindi soltanto di questa quota del mercato, essendo riservate le informazioni relative agli accordi bilaterali.
Il valore delle offerte
Le offerte presentate in gara coprono un range ampio. Tra le offerte aggiudicate, il valore va da −7,30 a −0,01 €/MWh: il segno negativo indica che l'operatore è disposto a versare un importo per assumere l'obbligo, cioè per costruire l'impianto e sottoscrivere il contratto di restituzione ventennale a 65 €/MWh. Tra le offerte non aggiudicate (l'obbligo ceduto), il valore va invece da 0,00 a +21,00 €/MWh: questi operatori chiedevano di essere remunerati, non di pagare, per assumere lo stesso obbligo. La disposizione degli operatori, per un impegno identico, si distribuisce quindi su un intervallo di oltre 28 €/MWh.
La soglia di aggiudicazione, il valore dell'ultima offerta accettata, applicato a tutti gli aggiudicatari secondo il criterio pay-as-clear, è stata di −0,01 €/MWh. Questo valore va letto con una precisazione: l'offerta che lo ha fissato proviene da un singolo produttore terzo, la cui domanda (1,73 TWh) rappresenta da sola circa due terzi del volume aggiudicato in gara. La soglia, quindi, non misura la disposizione media degli operatori, ma il punto in cui un'offerta di grande dimensione ha saturato il contingente residuo.
| Valore dell'offerta | Richieste | Energia | |
|---|---|---|---|
| Offerte aggiudicate | da −7,30 a −0,01 €/MWh | 14 | 2,57 TWh |
| Offerte non aggiudicate | da 0,00 a +21,00 €/MWh | 31 | 1,73 TWh |
Soglia di aggiudicazione: −0,01 €/MWh — accettate le offerte pari o inferiori a questo valore. Segno negativo: l'operatore è disposto a pagare; segno positivo: richiede un corrispettivo. Fonte: GSE, Tabelle A e C1 del 9 giugno 2026.
Il dato più solido, sul piano operativo, non è il valore della soglia ma l'esclusione di una cinquantina di produttori con progetti già pronti a fronte di un contingente cedibile limitato. Indica che, in questa procedura, il possesso del titolo autorizzativo non è stato sufficiente ad accedere: ha pesato la capacità di sostenere l'esercizio con un prezzo di aggiudicazione competitivo, riservato agli LCOE di progetto più bassi.
Come per le aste FER X, quindi, un prezzo nell'intorno e inferiore ai 60 €/MWh è il valore che permette con ragionevole certezza di aggiudicarsi un meccanismo di stabilizzazione dei ricavi garantito dal GSE, alternativo a un PPA.
Lo stato della misura e le scadenze
L'energia contrattualizzata, pari a 70,84 TWh, corrisponde alla quasi totalità del tetto teorico del meccanismo (24 TWh annui per il triennio, in un'unica assegnazione). Il contingente dell'Energy Release risulta quindi sostanzialmente esaurito con questa procedura. Il DM 204/2025 prevede che il GSE possa aprire ulteriori procedure competitive, ma limitatamente alle quote che dovessero tornare disponibili per rinunce o decadenze: non si tratta di nuovo contingente, ma della riallocazione del residuo.
Per gli aggiudicatari della procedura, la nuova capacità deve entrare in esercizio entro 36 mesi dalla pubblicazione della graduatoria, quindi entro giugno 2029; il termine ultimo per tutti i soggetti è il 31 dicembre 2030, con proroghe ammesse solo per cause di forza maggiore o ritardi amministrativi non imputabili. Per gli energivori che hanno mantenuto l'obbligo, il termine è di 40 mesi dalla firma del Contratto.
Il calendario della procedura FER X, il canale ordinario di supporto alla nuova capacità rinnovabile, e l'apertura di eventuali ulteriori procedure Energy Release non sono al momento fissati: vanno verificati sulle pubblicazioni ufficiali del GSE. Tra i due meccanismi esiste un collegamento normativo diretto: il DM 204/2025 stabilisce che l'esito della prima asta FER X concorra alla determinazione del vantaggio residuo dei contratti di restituzione dell'Energy Release. I due percorsi, per gli operatori che vi partecipano, vanno quindi valutati in modo coordinato.
| Energia contrattualizzata (tetto teorico: 72 TWh) | 70,84 TWh |
| Quota allocata via accordi bilaterali (Cluster A) | ~72% (~51 TWh) |
| Obbligo ceduto e assegnato in gara (Cluster B) | 1,73 TWh (2,4%) |
| Valore dell'offerta che ha chiuso l'aggiudicazione | −0,01 €/MWh |
| Produttori esclusi per esaurimento contingente | ~6,76 TWh (50 richieste) |
| Obbligo di costruzione complessivo (stima) | ~4 GW di fotovoltaico* |
| Entrata in esercizio degli impianti | 2029-2030 |
*Stima Renewo, ipotizzando fotovoltaico con tecnologia a tracker bifacciale; non è un dato GSE.
Per chi sviluppa o finanzia impianti destinati a meccanismi di stabilizzazione dei ricavi, l'esito conferma che il fattore decisivo non è il possesso del titolo autorizzativo, ma la capacità di esprimere un costo di progetto competitivo e di sostenere un impegno industriale di lungo periodo. La valutazione di un progetto rispetto all'alternativa tra meccanismi GSE e PPA richiede una stima puntuale dell'LCOE, del profilo di ricavo e dello stato autorizzativo e di connessione.
Renewo assiste investitori e sviluppatori in queste fasi di valutazione.