Il 30 settembre 2025 si è chiusa la prima asta del MACSE, il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico introdotto dal D.Lgs. 210/2021 e disciplinato dalla delibera ARERA 247/23. Un appuntamento molto atteso, che ha confermato un mercato dello storage italiano già molto maturo dal lato dell'offerta.

I numeri della prima asta

Terna ha aggiudicato esattamente i 10 GWh di capacità messi a bando nel Sud e nelle Isole, a fronte di un'offerta complessiva oltre quattro volte superiore al fabbisogno richiesto. Il prezzo medio ponderato di assegnazione si è fermato a 12.959 €/MWh-anno, ben al di sotto del premio di riserva fissato a 37.000 €/MWh-anno.

10 GWh
Capacità aggiudicata
12.959 €
Prezzo medio €/MWh-anno
Offerta sul fabbisogno
~1 mld €
Investimenti stimati

La distribuzione geografica delle tariffe ha mostrato la struttura attesa, con le zone più critiche del bilanciamento che riconoscono un premio: 14.566 €/MWh-anno nel Centro Sud, 12.146 €/MWh-anno tra Sud e Calabria, 15.846 €/MWh-anno in Sicilia e 15.029 €/MWh-anno in Sardegna. Tutti gli impianti aggiudicati sono BESS al litio, in entrata in esercizio nel 2028.

La seconda asta e il nodo dei pompaggi

Guardando avanti, la seconda asta è prevista entro il primo semestre del 2026, con un fabbisogno indicato in 16 GWh per l'anno di consegna 2029 (valore che potrebbe essere ridotto in funzione degli esiti del Capacity Market). Si discute inoltre di una procedura specifica per i pompaggi idroelettrici, oggi in fase di ridefinizione: dato il livello molto competitivo emerso dalla prima asta sui BESS, il modello di pricing originariamente immaginato (pompaggi indicizzati alle batterie) appare difficilmente sostenibile e si sta lavorando a un meccanismo dedicato.

Cosa significa per chi gestisce asset rinnovabili

Il MACSE introduce una fonte di ricavo stabile e ventennale per chi sviluppa storage, complementare ai ricavi da MSD e dal Capacity Market. Per i proprietari di impianti FV o eolici esistenti, l'ibridazione con storage diventa sempre più strategica: non solo come strumento di shifting orario per massimizzare il PUN, ma come asset autonomo capace di accedere a flussi di remunerazione propri. La sfida operativa per i prossimi 24 mesi è la connessione di rete: sui 10 GWh aggiudicati pesa la capacità di Terna di completare i potenziamenti RTN nei tempi previsti.

Fonti Terna — Comunicato esiti prima asta MACSE (1 ottobre 2025); ARERA — Delibera 247/23; D.Lgs. 210/2021.
Condividi: